Ricongiunzione dei contributi: come funziona e quanto costa

Cos'è la ricongiunzione dei contributi

Nel corso della vita lavorativa capita spesso di aver versato contributi in gestioni previdenziali diverse: un periodo da dipendente privato, uno da pubblico, magari qualcosa nella gestione separata. La ricongiunzione ti permette di spostare tutti quei contributi in un'unica gestione, quella dove vuoi maturare la pensione.

Non è gratis. Questo è il punto da tenere a mente subito, prima di qualsiasi altra valutazione.

La base normativa principale è la Legge 29/1979, che regola i trasferimenti verso le gestioni dei dipendenti pubblici e privati. Esistono poi regole specifiche a seconda della gestione di destinazione, che si tratti dell'INPS per i dipendenti privati o delle casse pensioni pubbliche come CPDEL, CPS, CPI, CPUG e CTPS.

Il risultato finale è una posizione contributiva unica, che semplifica il calcolo della pensione e può permetterti di raggiungere prima i requisiti richiesti.

Chi può fare domanda e quando

Dipende dal caso. Le regole cambiano in base all'età e alla gestione in cui sei iscritto nel momento in cui fai la domanda.

Prima di raggiungere l'età pensionabile, puoi ricongiungerti solo verso la gestione presso cui sei attualmente iscritto. Non puoi scegliere liberamente una gestione diversa solo perché ti conviene di più.

La libertà di scegliere una gestione diversa da quella di iscrizione arriva solo al raggiungimento dell'età pensionabile. In quel caso, però, servono almeno dieci anni di contribuzione continuativa per effettiva attività nella gestione che vuoi usare come destinazione.

Possono fare domanda lavoratori dipendenti privati, dipendenti pubblici e iscritti a casse professionali. Il requisito base è avere contributi sparsi in più gestioni da unificare.

Quanto costa la ricongiunzione

I numeri cambiano ogni caso. L'onere viene calcolato dall'INPS sulla base dei contributi da trasferire e comunicato con il provvedimento di accoglimento della domanda.

Per le ricongiunzioni verso la gestione dei dipendenti privati, la normativa prevede un onere pari al 50% della differenza tra l'onere teorico di ricongiunzione e l'ammontare dei contributi e dei relativi interessi trasferiti nella gestione accentrante, come indicato dalla circolare INPS 142/2010.

La buona notizia è che questi costi sono interamente deducibili dal reddito, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera e del TUIR (DPR 917/1986). In pratica, li scarichi dalle tasse.

Puoi pagare in un'unica soluzione oppure a rate. La rateizzazione è possibile per un periodo pari a tante mensilità quante sono quelle dei contributi ricongiunti, senza interessi aggiuntivi. Se invece paghi in ritardo rispetto alle scadenze, scattano gli interessi di mora.

Ricongiunzione o totalizzazione: quale scegliere

Esiste un'alternativa gratuita. Si chiama totalizzazione e permette di sommare i periodi contributivi versati in gestioni diverse per raggiungere il diritto a un'unica pensione, senza spostare nulla e senza pagare.

La differenza è sostanziale. Con la ricongiunzione unifichi fisicamente i contributi in una sola gestione, pagando un onere. Con la totalizzazione li tieni dove sono e li sommi solo ai fini del calcolo.

Non è sempre meglio l'una o l'altra. La ricongiunzione può convenire se hai pochi anni da trasferire e un onere contenuto, oppure se vuoi semplificare la gestione della tua posizione previdenziale. La totalizzazione è gratuita ma calcola la pensione con il metodo contributivo pro-quota per ciascun periodo, il che a volte può ridurre l'assegno finale.

Prima di decidere, vale la pena simulare entrambe le opzioni con dati reali.

Come può aiutarti un CAF o un Patronato

La domanda di ricongiunzione si presenta all'INPS in via telematica, tramite il portale ufficiale, il contact center o gli enti di patronato. I patronati sono abilitati a presentare la domanda per tuo conto, gratuitamente.

Non è complicato, ma richiede attenzione. Bisogna verificare la gestione di iscrizione attuale, raccogliere l'estratto conto contributivo da tutte le gestioni interessate e valutare se la ricongiunzione è davvero conveniente rispetto alla totalizzazione o al cumulo.

Un operatore esperto può farti una simulazione concreta, confrontando i costi dell'onere con il beneficio in termini di assegno pensionistico e anticipo della data di pensione. Questo confronto è spesso più utile di qualsiasi calcolo fai-da-te.

Puoi trovare il CAF o il Patronato più vicino a te su Trova un Patronato vicino a te →">cafpatronati.com, con indirizzi, contatti e servizi offerti aggiornati.

Domande frequenti

La ricongiunzione dei contributi è gratuita?

No, la ricongiunzione è onerosa. L'importo da pagare viene calcolato dall'INPS e comunicato con il provvedimento di accoglimento della domanda. Esiste un'alternativa gratuita chiamata totalizzazione, che permette di sommare i contributi senza spostarli e senza costi.

Posso rateizzare il pagamento dell'onere di ricongiunzione?

Sì. È possibile pagare a rate per un numero di mensilità pari ai contributi ricongiunti, senza interessi aggiuntivi. Se si paga in ritardo rispetto alle scadenze indicate nel provvedimento INPS, scattano invece gli interessi di mora.

I costi della ricongiunzione sono deducibili dalle tasse?

Sì. L'onere di ricongiunzione è interamente deducibile dal reddito ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera e del TUIR (DPR 917/1986). Significa che puoi portarlo in detrazione nella dichiarazione dei redditi dell'anno in cui lo paghi.

Posso scegliere qualsiasi gestione come destinazione della ricongiunzione?

Prima dell'età pensionabile no. Puoi ricongiungerti solo verso la gestione in cui sei iscritto al momento della domanda. La scelta di una gestione diversa è possibile solo al raggiungimento dell'età pensionabile, con almeno dieci anni di contribuzione continuativa nella gestione scelta.

Qual è la differenza tra ricongiunzione e totalizzazione dei contributi?

La ricongiunzione sposta fisicamente i contributi in una sola gestione ed è onerosa. La totalizzazione somma i periodi contributivi di gestioni diverse ai fini pensionistici senza spostarli, ed è completamente gratuita. Il calcolo della pensione in totalizzazione avviene con il metodo contributivo pro-quota per ogni periodo.