Dimissioni per violenza: ora hai diritto alla NASpI
Se sei stato costretto a dimettersi per violenza o atti persecutori, l'INPS ti riconosce l'indennità di disoccupazione.
L'INPS ha riconosciuto un diritto importante per chi è vittima di violenza o atti persecutori: se sei costretto a dimettersi dal lavoro per questi motivi, puoi avere diritto alla NASpI, l'indennità di disoccupazione. La novità arriva da una comunicazione ufficiale dell'Istituto (leggi il comunicato ufficiale).
Cosa cambia per te
Di solito, chi si dimette non ha diritto alla NASpI perché la disoccupazione viene riconosciuta solo se licenziati. Ma se sei vittima di violenza o di atti persecutori che ti costringono a lasciare il lavoro, questa regola non vale più: l'INPS riconosce che le tue dimissioni sono per giusta causa e ti puoi accedere all'indennità di disoccupazione.
Cosa fare
- Raccogli la documentazione che prova la situazione di violenza o di atti persecutori (certificati, referti medici, denunce, ordini di protezione, se ce ne sono).
- Presenta la domanda di NASpI all'INPS, indicando il motivo delle dimissioni e allegando la documentazione a supporto.
- Se non sai come procedere o hai dubbi, rivolgiti a un CAF o a un Patronato: potranno aiutarti a preparare e inviare la domanda.
Se hai bisogno di aiuto
La situazione è delicata e non è facile farlo da solo. Un operatore di un CAF o di un Patronato può guidarti passo passo, assicurarsi che la documentazione sia completa e che la tua domanda sia presentata nel modo giusto. Cerca un centro vicino a te.