Entro novembre 2026 dichiara i redditi da lavoro autonomo: scatta la sanzione se non lo fai
Pensionati con decorrenza fino al 2025 devono comunicare all'INPS i guadagni autonomi dell'anno scorso
Pubblicato il 16 ottobre 2026
Se sei titolare di una pensione con decorrenza entro l'anno 2025 e svolgi un'attività di lavoro autonomo, hai un obbligo preciso: dichiarare all'INPS entro il 2 novembre 2026 i redditi che hai guadagnato da questa attività durante il 2025. L'INPS ha chiarito chi deve farlo e con quali modalità nel Messaggio n. 3281 del 15 ottobre 2026.
Cosa è successo
L'INPS ha emesso un messaggio per fare chiarezza su chi deve comunicare i redditi da lavoro autonomo relativi al 2025. La comunicazione serve a verificare se il pensionato è soggetto al divieto di cumulo tra pensione e redditi autonomi. Questo divieto esiste da decenni ed è disciplinato dall'articolo 10 del decreto legislativo n. 503 del 1992. L'INPS ha voluto spiegare in dettaglio quali pensionati sono coinvolti, quali categorie sono escluse e quali situazioni particolari esistono. La scadenza per la dichiarazione coincide con quella della dichiarazione dei redditi IRPEF: il 2 novembre 2026.
Cosa cambia per te
Se sei un pensionato con decorrenza entro il 2025 e non rientri nelle categorie escluse (che vedremo dopo), devi comunicare entro il 2 novembre 2026 i redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2025. La dichiarazione va presentata online, tramite accesso con identità digitale, all'ente erogatore della pensione (cioè all'INPS).
Attenzione: se svolgi attività di lavoro autonomo, la dichiarazione è obbligatoria. Se non la presenti, scatta una sanzione pari all'importo della tua pensione annua. È quindi una conseguenza seria.
Esiste però un'eccezione importante per i titolari di pensione di invalidità: se nel 2025 il tuo reddito da lavoro autonomo è stato pari o inferiore a 7.844,20 euro, non sei soggetto al divieto di cumulo e dunque non devi fare la dichiarazione.
Chi è escluso dall'obbligo di dichiarazione
Non devi dichiarare i redditi autonomi se sei:
- Titolare di pensione di vecchiaia (a qualsiasi data di decorrenza): dal 1° gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia possono cumularsi interamente con i redditi da lavoro autonomo;
- Titolare di pensione di vecchiaia nel sistema contributivo: dal 1° gennaio 2009 sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro;
- Titolare di pensione di anzianità o di prepensionamento con decorrenza dal 1° gennaio 2009 in poi: anche queste sono totalmente cumulabili dal 2009;
- Titolare di pensione o assegno di invalidità con decorrenza entro il 31 dicembre 1994: per questi non vale il divieto di cumulo;
- Titolare di pensione o assegno di invalidità con anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni: sono esclusi dal divieto di cumulo;
- Titolare di pensione di invalidità della Gestione dipendenti pubblici (a meno che non siano della difesa e sicurezza transitati all'impiego civile).
Situazioni particolari che non vanno dichiarate
Anche se sei soggetto al divieto di cumulo, ci sono redditi che non devi dichiarare perché non contano ai fini del calcolo:
- Redditi da attività svolte in programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili;
- Indennità e gettoni di presenza come amministratore locale;
- Qualsiasi indennità connessa a cariche pubbliche elettive (parlamentare, consigliere regionale, etc.);
- Indennità per lo svolgimento di funzioni di giudice tributario;
- Remunerazioni percepite da sacerdoti;
- Compensi per lavoro sportivo (dal 1° luglio 2023 soggetto a regole specifiche).
Il contesto: perché questo obbligo esiste
Il divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro autonomo è una regola storica nel sistema previdenziale italiano. Nel corso dei decenni, tuttavia, è stata fortemente ridotta: dal 2001 le pensioni di vecchiaia possono cumularsi interamente, dal 2009 lo stesso vale per le pensioni di anzianità e prepensionamento. Per gli assegni di invalidità rimane un vincolo parziale, ma con una soglia: se il reddito autonomo complessivo non supera l'importo del trattamento minimo (che per il 2025 è 7.844,20 euro), il divieto non si applica. L'INPS deve accertare questo dato, da qui l'obbligo di dichiarazione.
Cosa fare
- Se sei un pensionato con decorrenza entro il 2025 e svolgi lavoro autonomo, verifica se rientri in una delle categorie escluse elencate sopra;
- Se non sei escluso, prepara i dati sui redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2025;
- Accedi al sito INPS con la tua identità digitale (SPID, CIE o CNS) e compila la dichiarazione online;
- La scadenza è il 2 novembre 2026;
- Se hai dubbi sulla tua situazione, contatta il tuo CAF o Patronato: potranno aiutarti a capire se l'obbligo riguarda te e a preparare la dichiarazione.
Se hai bisogno di aiuto
Non sei sicuro se devi fare la dichiarazione? Non sai come accedere al sito INPS o hai difficoltà a compilare la modulistica? Cerca un CAF o un Patronato vicino a te: ti aiuteranno a capire la tua situazione e a presentare la dichiarazione nei tempi corretti, evitandoti la sanzione.
Fonte: INPS